Frequently Asked Questions
Settore Sport Elettronici

Si tratta si un settore di MSP – Movimento Sportivo Popolare Italia che si occupa unicamente di titoli videoludici competitivi. In pratica il settore andrà a regolamentare e normare l’attività al livello nazionale per conto dell’Ente di Promozione Sportiva e sotto l’egida dello stesso.

Le attività del settore Sport Elettronici riguarderanno non solo l’attività agonistica (quindi i tornei) ma anche la formazione (attraverso corsi e seminari) e non ultimo la regolamentazione attraverso Regolamenti Tecnici Nazionali. Le attività aumenteranno nel tempo sia per l’affiliazione di nuove ASD che per l’interazione con le organizzazioni internazionali (come ad esempio l’International e-Sports Federation).

L’International e-Sports Federation (IeSF) è la prima Federazione Internazionale di Sport Elettronici con sede in Corea del Sud presente in piu’ di 40 nazioni, che ha come scopo la regolamentazione delle attività videoludiche agonistiche. Recentemente salita alla ribalta per aver sottoposto al Comitato Olimpico Internazionale la domanda di riconoscimento degli Sport Elettornici  (cfr. IeSF, Taking Its First Step Towards IOC Recognition). L’ IeSF ha avuto negli anni riconoscimenti da diverse organizzazioni sportive (o ricollegate a quelle sportive) come: WADA (World Anti-Doping Agency) nel 2013, TAFISA (The Association for International Sports for All) nel 2014 e in partnership MOU con l’ “Athletics for a Better World” sviluppato da International Association of AthleticsFederations (IAAF) nel 2015.

Si tratta di un campionato mondiale in cui tutte le nazioni concorrono per aggiudicarsi il podio. Un po’ come accade per le olimpiadi. Arrivata all’8° edizione nel 2016 si svolge su diversi titoli scelti dall’ IeSF di anno in anno.

Si, Sport Elettronici vuole essere la base per la creazione si una piattaforma comune in cui tutti contribuiscono per creare un settore di riferimento al livello nazionale. L’attività delle singole associazioni è fondamentale per la riuscita del settore.

L’affiliazione ha dei costi come detto (sia per le associazioni che per i tesserati delle stesse) e questi costi contribuiscono alla crescita del settore stesso. In pratica investendo in un settore questo potrà aumentare l’offerta verso le associazioni e contribuire con le attività e i programmi del settore stesso alla prosperità e diffusione degli sport elettronici.

Si, una delle attività del settore è la regolamentazione torneistica. Se hai dei dubbi puoi contattare lo staff di Sport Elettronici per maggiori informazioni.

Si, è possibile ma deve essere concordato in anticipo con l’Ente di Promozione Sportiva che autorizza l’eventuale importo entro massimali (che possono variare da settore a settore).

Si, i tornei possono essere gestiti con qualsiasi regolamento tuttavia per essere dei tornei riconosciuti ufficialmente dal settore il regolamento deve essere approvato (e quindi essere in linea con i Regolamenti Tecnici Nazionali) dal settore Sport Elettronici.

Si, il portale vuole essere il punto di riferimento per gli Sport Elettronici ed è aperto a tutti gli affiliati.

Attualmente Sport Elettornici utilizza www.battlefy.com come piattaforma torneistica e prevediamo di integrare la stessa sul portale del settore per tenere traccia dei giocatori e delle statistiche relative alle competizioni svolte. Vi consigliamo quindi questa come piattaforma per gestire i vostri tornei.

Enti di Promozione Sportiva

Gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) sono riconosciuti dal CONI che a sua volta si occupa di promuovere, regolamentare e gestire l’attività sportiva in Italia. Per godere di agevolazioni fiscali predisposte dalla legge ci si deve affiliare ad un EPS selezionando in base alle caratteristiche e agevolazioni che lo stesso offre.

Gli EPS sono organizzati in settori che regolamentano le singole discipline sportive (riconsociute dal CONI come sport o meno… ndr) quindi ci si deve affiliare ad un settore che abbia in comune con l’associazione la disciplina sportiva che si vuol praticare/promuovere.

No, al momento il CONI non riconosce i videogiochi come sport.

Si, nonostnate possa sembrare un controsenso le ASD non sono vincolate ai soli sport ma possono riferirsi a qualsiasi “tema”. Ad esempio: softair, arti marziali, scacchi, cinofilia eccetera.

Si, è possibile per usufruire dei vantaggi messi in campo da piu’ EPS ma l’affiliazione ha un costo è quindi da valutare se questo costo giustifica i servizzi offerti.

Associazione

ATTENZIONE: le informazioni riportate in queste FAQ sono state desunte da esperienza personale e da ricerche su internet e non vanno confuse con il supporto che puó fornire un professionista. La presenza di queste FAQ è puramente indicativa e serve come base per avere un’idea di massima. Si consiglia di rivolgersi ad un professionista per maggiori informazioni. Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni il settore Sport Elettronici ha una convenzione con un Commercialista, per maggiori informazioni visitate la sezione Convenzioni.

Per prima cosa devono esserci delle persone che concordino sulla costituzione di un’associazione per poter iniziare. Queste persone saranno i primi soci dell’associazione e saranno denominati “fondatori” ma che avranno gli stessi diritti e doveri di tutti gli altir soci.

No, l’Associazione nelle leggi italiane non è una proprietà privata ma una proprietà collettiva. Il che vuol dire che i soci fondatori creeranno l’associazione ma non ne saranno i “legittimi proprietari”. L’insieme dei soci, seguendo le regole dettate dallo statuto (che devono in ogni caso rispettare le leggi italiane, vedi altri punti di queste FAQ), sono i legittimi proprietari. Detto in soldoni lo Stato per permettere di realizzare lo scopo dell’associazione e gravare solo minimamente sull’associazione richiede che: tutti i soci siano uguali, che una socio valga un voto e che chiunque sia eleggibile a qualsiasi carica sociale.

L’Atto Costitutivo non è altro che il verbale della prima assemblea generale dei soci ma è anche il documento ufficiale, formale e sostanziale con il quale si sancisce la nascita dell’associazione.

La data e il luogo di costituzione, la denominazione e la sede legale dell’associazione, nonché i dati anagrafici dei soci fondatori firmatari dell’atto (nome, cognome, codice fiscale e residenza)

Minimo 2, non c’è un massimo di soci fondatori.

I soci fondatori sono come tutti gli altri soci e sono quindi obbligati a pagare la quota sociale.

Deve essere stilato lo Statuto che regola la vita interna dell’associazione.

Lo statuto puo’ essere scritto seguendo la forma che si preferisce ma deve contenere alcuni elementi imprescindibili:

– Denominazione e sede;

– Durata (in genere illimitata);

– Scopo e attività (lo scopo deve essere sempre ideale e non materiale);

– Soci: coordinate per l’ammissione, diritti e doveri, causalità per la decadenza;

– Organi sociali (indispensabili: l’Assemblea dei Soci , il Consiglio Direttivo e il Presidente);

– Assemblea dei Soci: diritti di partecipazione, coordinate dell’assemblea generale e straordinaria, validità assembleare;

– Consiglio Direttivo: caratteristiche, compiti, modalità di convocazione, procedura per le eventuali dimissioni;

– Presidente: compiti (in genere il Consiglio Direttivo è formato anche da segretario e tesoriere, oltre al presidente);

– Patrimonio ed esercizio finanziario;

– Modalità e procedura per eventuali modifiche allo Statuto;

– Direttive per l’eventuale scioglimento dell’Associazione;

– Norma di rinvio per ciò che non viene espressamente delineato nello Statuto.

Si, in particolare l’art.148 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917/86.

1) divieto di distribuire fondi tra gli associati: tutti i fondi che l’associazione gestisce devono essere utilizzati per l’associazione stessa;

2) in caso di scioglimento il patrimonio dell’ente deve essere devoluto ad un’associazione con finalità analoghe;

3) deve esserci democraticità interna all’associazione, tutti i soci devono poter partecipare alla vita associativa in egual misura e in particolare tutti devono avere diritto di voto per: approvazione e le modificazioni dello statuto, dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;

4) redigere e approvare annualmente il rendiconto finanziario (ossia il bilancio con entrate e uscite dell’associazione);

5) elegibilità libera degli organi amministrativi, sovranità dell’assemblea dei soci e criteri dell’ammissione ed esclusione dei soci. Regole per le convocazioni dell’assemblea, delle deliberazioni, dei bilanci e dei rendiconti;

6) la quota sociale non puo’ essere trasmessa ad altri, il socio che versa ne è titolare;

Si, altri requisiti per le ASD sono dettati dall’ art. 90 della Legge 289/2002:

1) nella denominazione e nello statuto deve essere la sigla “Associazione Sportiva Dilettantistica”;

2) assenza dei fini di lucro (anche in questo caso i proventi non possono essere divisi tra i soci anche in modo indiretto)

3) obbligo di redigere i documenti finanziari e l’approvazione degli stessi da parte degli organi interni dell’associazione;

4) nello scopo dell’associazione deve essere specificata l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica;

5) democrazia interna

6) modalità scioglimento (devoluzione fondi residui per fini sportivi)

7) “l’obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI nonché agli statuti e ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate o dell’ente di promozione sportiva cui la società o associazione intende affiliarsi” Delibera del Consiglio Nazionale CONI n. 1273 del 15.07.2004.

Si, una volta compilato tutto l’associazione è stata formalmente creata ma perchè ci sia il riconoscimento dallo Stato, atto costitutivo e Statuto vanno depositati entro 20 giorni, dalla data indicata nell’atto costitutivo, all’Agenzia delle Entrate.

Prima di tutto si deve richiedere il codice fiscale a nome dell’associazione. Questo va fatto all’Agenzia delle Entrate con il modello AA5/6 (o magari dire che si vuole creare una ASD…) e presentarlo in duplice copia.

A quello locale in cui ha sede l’associazione (la sede dell’associazione è stabilita nell’atto costitutivo e nello statuto). Ecco qui il sito web per trovare le Agenzie dell’Entrate in Italia per località.

Il presidente dell’associazione eletto nell’Atto Costitutivo (oppure un delegato autorizzato con distinta e documento).

Si, ma questa attività deve essere limitata e con un giro d’affari “non rilevante” ai fini dell’associazione stessa. Ossia lo scopo dell’associazione non deve essere quello di perseguire l’attività commerciale ma questa deve essere collaterale all’attivita istituzionale dell’ associazione stessa.

Aprire una partita IVA a nome dell’associazione richiedendo il numero di partita IVA presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territoriale competente e questo potrà avvenire contestualmente alla richiesta del codice fiscale.

La partita IVA non è obbligatoria il codice fiscale invece lo è per registrarsi all’Agenzia delle Entrate e quindi per creare l’associazione stessa serve l’assegnazione del codice fiscale all’associazione.

Il presidente (o un delegato munito di documento e copia della carta di identità del richiedente e del legale rappresentante ossia del presidente), si deve presentare all’ Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente i seguenti documenti:

– 2 copie dell’atto costitutivo e 2 copie dello statuto, in originale e firmate dai soci fondatori (attenzione se volete richiedere il codice fiscale prima di depositare statuto e atto costitutivo le copie diventano 3 per entrambi)

– modello 69 compilato (viene fornito dall’Agenzia delle Entrate su richiesta)

– versamento dell’imposta di registro di 200,00€ (dovuta per ASD e Associazioni culturali ma non per ONLUS)

– marche da bollo da 16,00€ (1 ogni 100 righe di Statuto e 1 per atto costitutivo).

Il costo oscilla tra i 250,00 e 300,00€ (o anche piú) e varia in base alla lunghezza dello statuto.

Entro 60 giorni si deve comunicare tramite il modello EAS i dati delle notizie fiscali rilevanti. Per le ASD si tratta di un modello EAS “semplificato” con un minor numero di voci. La procedura è telematica e puo’ essere svolta dal presidente o da un commercialista autorizzato.

Si, parte fondamentale per la creazione di una ASD è la registrazione nel Registro del CONI. Questa registrazione puo’ essere fatta dal presidente stesso o da un Ente di Promozione Sportiva (fornendo la dovuta documentazione).