Nei programmi e tornei di esport sentiamo spesso sigle che, per i neofiti, sembrano parole senza senso.

Una di queste è RNG, ovvero “Random number generation“, la casualità degli item, oggetti o potenziamenti che possiamo ottenere e trovare in una partita. Insomma, usando il linguaggio del popolo si può banalmente parlare di fortuna.
Nel mondo videoludico esportivo ci sono videogiochi con una forte componente di casualità, altri meno.
In Hearthstone, ad esempio, nella competizione fa tantissimo l’abilità del giocatore nel conoscere tutti gli effetti delle numerose carte e capire quand’è il momento giusto di metterle in campo. Una parte, però, determinante che in alcuni casi può determinare la vittoria o la sconfitta (nonostante le ottime mosse compiute dal giocatore) la gioca il partire ed iniziare la partita con una mano decente, oppure pescare le carte giuste al momento giusto. Il giocatore esportivo potrebbe aggirare il problema creando un mazzo che possa far girare ottimamente le carte, ma non potrà mai annullare la componente di casualità presente nel videogame.
Questa componente è comunque importante, se non fondamentale, nel mondo dello sport, e quindi anche nell’esport. Infatti, secondo Eric Dodds, lead designer della Blizzard Entertainment: “I think it’s important for there to be some kind of randomness in the game. I think it creates great stories and I don’t think you want a game that is entirely no RNG. Heck, I guess I can say a card game in its very nature is an RNG game”.

Un caso a sè stante però lo offre la Nintendo, con il famoso franchise di Mario Kart.
E’ difficile, se non praticamente impossibile, che questo videogame sbarchi e diventi famoso nel panorama esportivo attuale, perchè la componente di fortuna, di RNG è troppo elevata. Quante volte capita che, giocando a questo titolo, per una serie di sfortunati eventi e in pochi secondi perdiamo posizioni su posizioni per colpa di oggetti over powered posseduti da altri giocatori? Esempi sono il guscio blu che colpisce il primo in classifica, facendogli perdere un notevole lasso di tempo, oppure il fungo dorato che permette al giocatore di sfrecciare per un determinato periodo di tempo ad altissima velocità.
Il problema si pone quando, nelle partite, il caos inizia a regnare sovrano. Gli oggetti op possono essere presi, infatti, solo se ci si trova nelle ultime posizioni della classifica, mentre chi si trova nei primi posti viene punito dall’RNG con oggetti difensivi ma non troppo, come i classici gusci verdi o banane. Nintendo potrebbe risolvere il problema direttamente rimuovendo questi oggetti che rendono ogni partita imprevedibile, in modo tale da valorizzare l’esperienza e la competenza del singolo giocatore.

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