Come nello sport, anche nel gaming competitivo a volte allenarsi non basta. Ripetere gli schemi, studiare le proprie partite, immaginare mosse e contromosse sono tutte cose fondamentali, ma che può capitare non siano sufficienti. Il paragone nasce proprio dallo sport, in quanto è l’esempio lampante di come, senza la testa, non si vada da nessuna parte. Di esempi illustri se ne potrebbero citare a milioni, basti guardare l’Inter di questo finale di stagione: squadra tecnicamente dotata, piena di campioni, capace di perdere con le squadre più improponibili.

Dunque cosa manca? Cosa può fare la differenza oltre all’allenamento? Sicuramente la testa.

Se negli sport tradizionali quest’ultima è importante, negli esport è inutile dire che lo è ancora di più. Gli altissimi livelli di concentrazione, la coordinazione oculo motorie e la velocità di processamento delle informazioni che questi sport richiedono infatti, non sono paragonabili a nessun’altra attività competitiva del genere, rendendo la mente il vero “motore” dell’esportivo.

Questa volta però, non è di preparazione mentale che andremo a trattare, ma bensì di potenziamento di abilità cognitive.

Con queste ultime, si fa riferimento a tutti quei processi mentali, capaci di dirigere ed orientare il flusso di pensiero. Tra queste si possono citare il problem solving, il ragionamento o il pensiero deduttivo. Ma se ne possono trovare anche di meno astratte, come attenzione e concentrazione. 

Proprio queste ultime possono essere allenate, grazie ad esercizi specifici esattamente come un calciatore potrebbe fare con un qualsiasi muscolo del proprio corpo. Vi sono infatti tecniche psicologiche per imparare a mantenere l’attenzione più a lungo, per imparare a selezionare stimoli con maggiore velocità e accuratezza o per mantenere l’attenzione focalizzata (concentrazione) su determinati aspetti, piuttosto che differenti obiettivi per una maggior durata temporale.

In altre parole, un allenamento simile permetterebbe di evitare i cali di attenzione che spesso portano i giocatori professionisti a commettere errori banali, dal classico errore di valutazione in FIFA, al giocare la carta sbagliata in Hearthstone, senza considerare gli errori di mira nei vari FPS. Cose che, a dirsi sembrano scontate, ma che possono rovinare le gare di molti campioni.

Horizon Psytech, sta mettendo in pratica un allenamento per sportivi elettronici che comprenda sia il potenziamento di abilità cognitive, che metacognitive, oltre che il classico mental training. Se qualcuno fosse interessato a sessioni di prova, basta contattare gli amministratori del sito.

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