A fine dicembre 2016 uno degli annunci che ha fatto tremare tutto il mondo degli sport ma in particolare quello degli e-Sport è passato praticamente inosservato. Infatti pochi addetti ai lavori pare se ne siano accorti ma la discussione aveva preso consistenza negli ultimissimi mesi per un paventato intervento del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) su un argomento molto dibattuto: la modifica dell’elenco delle discipline ammissibili nel Registro Nazionale del CONI.  Nello specifico tutto parte dalla delibera della Giunta Nazionale n° 532 del 20 dicembre 2016 e poi   modificato dal comunicato della Giunta Nazionale con la 1057ª riunione della Giunta Nazionale CONI  svoltasi il 14 febbraio.

Siamo di fronte ad una scelta del CONI che, di fatto, penalizza il settore Sport Elettronici nel suo complesso. Molto importante, per capire la situazione, è l’aver ben chiaro il funzionamento interno del CONI e nello specifico i riferimenti (anche di legge allegati alla fine) per il Registro Nazionale CONI e Consiglio Nazionale del CONI. Fatta questa doverosa premessa possiamo spostare la nostra attenzione negli ultimi mesi e precisamente a fine 2017. Tutto nasce, infatti, da un pronunciamento del Consiglio Nazionale del Coni (delibera n. 1566 del 20 dicembre 2016 avente ad oggetto: “Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche-Elenco discipline sportive ammissibili”) nel quale si affrontava nuovamente il tema “registro Coni delle società per le associazioni sportive dilettantistiche” inserendo alcune novità a partire dall’anno 2017. In tale pronunciamento il CONI individuava 396 discipline (che saranno poi modificate in 384 il 14 febbraio 2017 in via definitiva ma con altre 80 attività proposte ma NON accettate) che possono ritenersi attività sportive riconosciute e solo per queste prevede esclusivamente la possibilità d’iscrizione nel registro CONI (con conseguente applicazione delle agevolazioni fiscali e previdenziali ad essa connesse). Quindi soltanto quelle Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche ASD/SSD che dichiarano di svolgere almeno una di quelle specialità inserite nell’elenco tra le 384 previste saranno definibili come idonee ad essere presenti nel Registro Nazionale CONI. Per tutte le altre subentrerà la cancellazione o la non ammissione (con tutto quello che ne consegue ndr) ivi incluse quindi quelle che praticano attività riconducibili agli Sport Elettronici!

Con questa decisione il CONI ha ritenuto di dover adottare ogni misura possibile, cito testualmente: “tesa alla corretta individuazione dei soggetti che, riconosciuti ai fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati e per eliminare fenomeni di elusione, purtroppo emersi in fase di verifiche successive”; per fare ciό ha deliberato che l’iscrizione al registro delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche ASD/SSD “che vale il riconoscimento ai fini sportivi del CONI sia conseguita esclusivamente con riferimento alla pratica delle discipline sportive di cui all’allegato elenco ( delibera della Giunta Nazionale n° 532 del 20 dicembre 2016 ndr)”. Viene fissato al primo marzo 2017 (spostato poi per la durata di tutto il 2017 quindi con decorrenza 1 gennaio 2018 ndr) il termine ultimo “per le attività di bonifica” e, quindi, “cancellare le iscrizioni non supportate dallo svolgimento della disciplina sportiva in elenco”. A questo punto si è arrivati ad una situazione estrema nella quale lo svolgimento di una attività non rientrante tra quelle approvate, tramite inserimento nel Registro CONI, oltre a non consentire la defiscalizzazione sui corrispettivi specifici, inibisce anche la possibilità di riconoscere a chi la pratica i compensi previsti dall’articolo 67, primo comma, lettera m, del Tuir.

Fino a questo punto abbiamo esposto i fatti nei termini specifici proposti dal CONI e/o dalla legge italiana ma in pratica cosa cambierà per gli Sport Elettronici e per tutte quelle ASD/SSD che gravitano unicamente intorno a questo settore? Viste le premesse esposte si affacciano scenari decisamente inquietanti. Il CONI all’atto pratico ha disconosciuto qualsiasi attività riconducibile agli Sport Elettronici come “sportiva” (non che prima l’avesse fatto ma semplicemente non si era chiaramente espresso verso tutte quelle attività che non erano incluse nel Registro CONI lasciando la possibilità ai singoli EPS la liberà di classificare attività sportive non riconosciute anche sotto altre voci ndr) e quindi l’unica possibilità concreta allo stato attuale, per le relative ASD/SSD che presentino nello statuto questo come attività unica e che vogliano godere del riconoscimento a fini sportivi, è quello di modificare il proprio statuto inserendo una delle 384 attività riconosciute per poter quindi proseguire le proprie attività su una delle discipline sportive e potersi occupare anche di Sport Elettronici. In breve si tratta di un “escamotage”, anche poco ortodosso se vogliamo, ma che consentirebbe di essere sempre iscritte nel registro del CONI per le ASD/SSD che seguono attività riconducibili agli Sport Elettronici nella speranza, forse vana a questo punto, che il CONI si ravveda e inserisca finalmente gli Sport Elettronici come Disciplina Sportiva.

Purtroppo accogliamo con profonda tristezza e rammarico questa situazione visti tutti gli sforzi internazionali da parte di tante Nazioni e dei relativi Comitati Olimpici Nazionali (ad esempio quello Finlndese che il 26 novembre 2016 ha accettato come membro associato un’associazione che si occupa di Sport Elettronici ref. http://seul.fi/lang/in-english/http://ie-sf.com/bbs/board.php?bo_table=iesf_notice), la scelta del CONI appare palesemente in contro tendenza verso si una regolarizzazione di tutte le attività sportive ma di sicuro una grande penalizzazione di un settore emergente come quello degli Sport Elettronici. Mentre i cugini francesi a metà 2016 hanno scomodano addirittura il Ministero dell’Economia e delle Finanzeper per presentare la prima associazione che si occuperà ufficialmente di e-Sport (dal nome di ‘eSports Francia‘ ndr) il CONI in Italia lancia il guanto di sfida a tutte le ASD che negli ultimi anni si stanno occupando o svolgendo attività riconducibile agli Sport Elettronici. Il messaggio è chiaro e perentorio: sarete presto (o tardi ndr) tutte fuori legge per quanto riguarda lo sport italiano.

Difficile come situazione, non c’è chi dire, ma nonostante ciό proseguiamo a credere che, come nel resto del mondo, la strada passi anche per i riconoscimenti ufficiali che dovranno necessariamente arrivare dai vertici per portare un benefico riscontro su tutto il settore Sport Elettronici che si sta formando e consolidando da alcuni mesi a questa parte. La recentissima scelta di alcune Società Sportive di Calcio fa tuttavia ben sperare e forse ci si dovrebbe affidare alla lungimiranza di queste persone che hanno scelto la strada degli Sport Elettronici per poter inviare un messaggio cordiale ma deciso ai vertici del CONI: non perdiamo l’onda di marea degli Sport Elettronici che sta, negli ultimi anni, attraversando tutto il globo.

Riferimenti CONI e di legge:
– Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche ASD/SSD del CONI (previsto dal Statuto dello stesso CONI e trae la sua origine dall’articolo 7 del D.L. 136/2004, convertito nella legge 27 luglio 2004 n. 186) previsto per il riconoscimento di tutte le Associazioni che praticano attività sportive sul territorio nazionale.
– Consiglio Nazionale del CONI, ossia l’ente che si occupa nello specifico del riconoscimento ai fini sportivi e per le modalità di tenuta del Registro Nazionale CONI (comma 4, lettera b), e o3) dell’articolo 6 dello Statuto del Coni. Tali poteri traggono origine dall’articolo 5, comma 2, lett. c) del D.Lgs. 242/1999).

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