Incredibile: videogiochi e vantaggi nello stesso titolo. Eppure quello che si sente in giro è che i videogame fanno male, che inducono atteggiamenti violenti, che creano dipendenza… e chi più ne ha più ne metta. Insomma, sentendo la propaganda mediatica creatasi attorno al mondo dei videogiochi sembrerebbe che questi siano il male fatto console. Nessuno dice però, che tutti gli stereotipi citati sopra non sono una diretta conseguenza dell’uso del medium, ma bensì un abuso dello stesso. è chiaro che se una persona gioca 18 ore al giorno potrà avere conseguenze negative, come è chiaro che tali conseguenze possono conseguire all’abuso di televisione, di cibo e altro. Diciamo piuttosto che i videogame spesso diventano il capro espiatorio di molti altri colpevoli, che preferiscono deresponsabilizzarsi incolpando una macchina delle proprie negligenze.

I VANTAGGI COGNITIVI DEL GAMING – Ma non è questo il tema dell’articolo. Ebbene, andando in contro corrente, oggi vogliamo proporre una nuova incredibile visione dei videogame, discostandoci da quella classica dello strumento assorbi-menti. Non preoccupatevi: questa nuova concezione non è campata per aria, ma fonda le sue basi sugli esperimenti di una celebre psicologa cognitivista: Daphne Bevelier. Quest’ultima infatti, ha scoperto che i videogiochi, utilizzati appropriatamente, possono avere una serie di vantaggi cognitivi sulle menti dei giocatori. Tra questi troviamo certamente l’aumento di creatività, il miglioramento delle abilità di pensiero critico e problem solving e, soprattutto, una velocizzazione dei processi di pensiero.

PENSARE PIÙ IN FRETTA PER VINCERE – Proprio quest’ultimo merita un approfondimento: i videogiochi possono davvero insegnarci a pensare più in fretta? Proviamo ad analizzare cosa capita nella maggior parte dei giochi elettronici: indipendentemente dal genere (che sia sparatutto, piuttosto che picchiaduro o fantasy la sostanza non cambia) il giocatore si trova confrontato con una serie di stimoli a cui deve rispondere. La situazione tipo è la seguente: sto giocando a Smash Bros e il mio avversario fa una mossa (stimolo), a tale mossa dovrò rispondere (risposta) in maniera adeguata (rinforzo). Una situazione analoga potrà presentarsi anche in Hearthstone: il mio avversario gioca una carta (stimolo) che io devo distruggere (risposta) utilizzando una carta adeguata (rinforzo). Ma cosa centra tutto questo con la velocizzazione del pensiero? Adesso ci arriviamo. I nomi posti tra parentesi (stimolo-risposta-rinforzo) simboleggiano il “ciclo” di condizionamento del pensiero. In pratica, di fronte a qualsiasi situazione o stimolo le persone attuano delle risposte. Queste risposte potranno essere adeguate o inadeguate. Nel primo caso avranno maggior possibilità di essere riproposte, nel secondo al contrario, ne avranno meno. Pensate ad una qualsiasi situazione casalinga: entro in casa, ho fame (stimolo), prendo qualcosa da mangiare (risposta), riduco la fame (rinforzo). I videogiochi, come abbiamo visto, funzionano esattamente nello stesso modo, con la differenza che avanzando di livello gli stimoli vengono presentati sempre più in fretta e diventano sempre più difficili. Il condizionamento diventa dunque sempre più veloce, il processo stimolo-riposta-rinforzo diventa sempre più immediato, riducendo i tempi di riflessione ragionata e andando sempre più “a memoria”, che altro non vuol dire che mettendo in campo le soluzioni più rinforzate.

ASTRARRE I VANTAGGI DAL GIOCO – Pare, secondo gli studi della Bevelier, che questa velocizzazione dei processi di pensiero sia generalizzatile, che significa che se con i videogiochi impariamo a pensare più velocemente, tale abilità sarà utilizzabile anche negli altri ambiti della vita quotidiana, come a scuola o a casa. Senza entrare nel merito delle abilità multitasking (che approfondiremo nei prossimi articoli), altro vantaggio individuato nei videogiocatori, è comunque possibile affermare che i giochi elettronici allenano le menti a rispondere in maniera più veloce agli stimoli, velocizzando dunque i processi di pensiero, mantenendo la mente attiva e favorendo le abilità logiche. Siamo ancora sicuri che i videogame facciano così male?

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